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Mandanti e Votanti


Lettera aperta ai cittadini di Guardia Lombardi.

Cari cittadini di Guardia Lombardi, ad una settimana dalle primarie del PD per l’elezione del Segretario Nazionale e Regionale, vogliamo rendervi partecipi di un fatto che definire paradossale potrebbe sembrare un eufemismo. Racconteremo, quindi, quello che è accaduto durante le operazioni di voto delle primarie a Guardia, senza il timore di essere smentiti in alcun modo.
Alla data del 25 ottobre scorso, intorno alle ore 17.00, nel seggio allestito in via Coste, si presentava un gruppo di esponenti e militanti dell’MPA locale, precisamente i sig.ri Di Paola Vito, Montemarano Giovanni, Di Matteo Domenico (componenti del Direttivo) nonché i sig.ri Rossi Raffaele e Pichiarallo Carmine. In quella occasione sia il presidente di seggio che i componenti dello stesso, conoscendone il colore politico, li invitavano a desistere dal procedere alla votazione.
Dopo un’animata discussione gli stessi si allontanavano dal seggio sostenendo, comunque, che sarebbero ritornati più tardi per votare.
Successivamente alcuni candidati del PD all’Assemblea Regionale richiamavano telefonicamente il presidente del seggio ed altri componenti dello stesso invitandoli ad agevolare le votazioni dei suddetti esponenti della destra locale.
Il seggio, all’unanimità, rifiutava di sottostare a tali, ripetute, pressioni continuando a sostenere la inutilità oltre che la inappropriatezza di tali richieste di voto.
Alle ore 19.40, alla seconda incursione delle medesime persone, arrivavano nel seggio anche i Carabinieri, appositamente chiamati dal sig. Di Paola Vito.
Pur tuttavia, quando le forze dell’ordine avevano da poco iniziato a verbalizzare i nominativi delle persone presenti in loco, molti dei nominati “elettori della domenica” si erano dileguati e si ritrovavano a votare soltanto i sig.ri Di Paola Vito e Montemarano Giovanni. Una notazione a parte va fatta in relazione a quello che queste persone hanno dichiaro ai Carabinieri. Precisamente, su specifica domanda, gli stessi hanno testualmente dichiarato “di non far parte di alcun partito politico, di non essere né tesserati né dirigenti dell’MPA locale”.Senza voler esprimere giudizi sul comportamento di queste persone, non possiamo esimerci da porre alcune domande ai principali esponenti dell’MPA Guardiese:
come mai alcuni esponenti del direttivo dell’MPA Guardiese hanno avuto così a cuore l’elezione del segretario politico di un partito a loro avverso?
visto che con il voto questi signori si sono impegnati a sostenere il progetto politico del PD ci chiediamo se fanno ancora parte del direttivo dell’MPA?
i principali esponenti dell’MPA erano a conoscenza delle iniziative di voto di questi signori tenuto conto che tra la prima e seconda incursione al seggio erano trascorse più di due ore e la voce si era irrimediabilmente sparsa nel paese?.
Abbiamo voluto riportare fedelmente quanto accaduto il 25 ottobre scorso perché riteniamo che i cittadini di Guardia abbiano diritto di sapere, giudicare ed infine porsi una domanda, che ancora oggi non ha avuto risposta: “qual’era lo scopo che queste persone perseguivano?”
In conclusione si riporta fedelmente quanto recita lo statuto del Partito Democratico, art. 2:
“sono esclusi dalla registrazione nell’anagrafe degli iscritti e degli elettori (in questo caso chi vota alle primarie diventa elettore) le persone che siano iscritte ad altri partiti politici o aderiscano a gruppi di altri partiti politici all’interno degli organi istituzionali elettivi”.
Il componenti del Seggio – Circolo dei Democratici Guardiesi

ASSURDO MA VERO...

COMUNICATO STAMPA
CIRCOLO PD GUARDIA LOMBARDI
Le primarie del 25 ottobre scorso hanno rappresentato, per il popolo del PD, a livello nazionale, una grande vittoria di democrazia e partecipazione. Pur tuttavia, con una divergenza senza eguali, potrebbero ben essere considerate, per lo meno a livello locale, come una ferita lacerante che ha squarciato il sistema senza possibilità di sutura.
Quello che sta accadendo oggi o meglio quello che è accaduto alle ultime primarie di partito, a Guardia Lombardi, ha svelato il senso di cosa sia diventato lo scontro politico e la sua involuzione oltre il limite della decenza. Osservando lo scenario attuale non possiamo fare a meno di notare che la politica si sia totalmente contratta e ridotta ad una espressione di potere senza regole e senza principi, ossia l'importante è vincere…non importa come.
Siamo dell’avviso che, una delle cose più difficili da realizzare è il fare politica rimanendo integri ed onesti, senza ridursi ad intingere l’etica personale nel reflusso melmoso del compromesso e della sotterranea contrattazione svincolata dalle regole della legge e della coscienza civica.
Perché un'affermazione così dura e categorica? Semplicemente perché quelli che normalmente nell’educazione quotidiana vengono considerati come dei disvalori, dei difetti o delle erronee azioni, in politica diventano, come in un gioco di prestigio al buio, dei pregi e dei valori. Parole come rispetto, lealtà, e onestà diventano quasi umoristiche se non ridicole.
Vediamo così che la barriera della dignità e della coerenza, oggi, si sta spostando sempre più in là, verso posizioni estreme e dove una volta esisteva la vergogna. Tutto sembra però normale anche perché, un giorno dopo l'altro, i piccoli spostamenti non si notano e magari quelli che il sabato erano schierati a destra o centro destra si ritrovano, la domenica, fermi e convinti elettori di centrosinistra. Ma il lunedì? Il lunedì è un’altra storia e si ritorna, come per magia, strenui oppositori di quel progetto politico.
Ebbene, per esprimere il loro “attaccamento viscerale al partito democratico” è accaduto che, alcuni dirigenti dell’MPA Guardiese, si siano recati al seggio locale con il precipuo scopo di dare la preferenza al “loro segretario ideale”. Una volta riscontrata l’opposizione sia dei rappresentati che del presidente di seggio hanno pensato bene di chiamare i Carabinieri per garantirsi il “sacrosanto diritto di voto”.
Arrivati i carabinieri si è, quindi, assistiti ad una sceneggiata senza uguali dove una parte consistente della milizia si è dileguata mentre l’altra, pur ridotta all’osso, ha deciso, comunque, di votare e quindi di “impegnarsi a sostenere il progetto politico del PD”.
Dire che si rimane allibiti, di fronte a tutto questo, è un eufemismo.
La tecnica della contrapposizione ad ogni costo non deve esistere e non esisterà mai nel nostro DNA e consapevoli di questo diciamo NO a questo modo di intendere e di fare politica. Diciamo NO al momento di scontro tra le forze in campo solo nell’ottica della prevalenza del più forte.
Con questo non si vuol dire, in nessun modo, che si contesta il risultato elettorale che ha visto la prevalenza dell’attuale segretario Bersani, al quale va la nostra stima e la nostra personale attenzione, ma diciamo che i metodi attivati in questa tornata di primarie ci lasciano basiti e sconcertati.
Molti degli iscritti e dei simpatizzanti del PD locale hanno dato il loro personale sostegno all’attuale segretario, in maniera libera e senza costrizioni, ma quei due o tre voti in più che si sono voluti far esprimere, fuori da ogni coscienza prima morale che civica, hanno tracciato, in profondità, una crepa nella normale dialettica dello scontro politico.
L’inverosimile simbiosi tra alcune forze politiche di opposizione al PD ed alcuni esponenti dello stesso ha generato un baratro senza dimensione né forma nel quale è caduta la nostra convinzione di intendere la politica in modo diverso.
Se si voleva dare un segno di qualcosa siamo convinti che questo segno ci sia stato ma di certo senza contenuto né logica.
Chi decide chi e che cosa fare della propria coscienza sa che all’interno del nostro gruppo politico locale non si è mai agiti su comando. La coscienza è stata sempre libera da ogni inquinamento esterno. Quello in cui si crede andava e va tenuto al riparo dall’azione erosiva del potere circostante.
Se le primarie si fossero svolte dall’altro lato politico, NOI non saremmo caduti nella diaspora e non avremmo preteso di partecipare alla scelta di un segretario di partito senza appartenere a quella ideologia anzi contestandone i principi ispiratori ed essendo storicamente avversi a quel movimento.
Ma la cosa più grave ed assurda è che l’azione di queste persone sia nata da richieste operate da esponenti del nostro stesso partito. Mente e braccio che si collegano per un fine apparentemente lecito ma decisamente fuori da ogni schema idelogico che si rispetti.
In questo modo, se si osserva la politica solo da un punto di vista, diciamo quello della personalità, la riduciamo a "strategia di potere" e le valutazioni che si daranno creeranno sempre uno scontro soggettivo di singole volontà che cercano di prevalere una sull'altra.
La politica rimarrà sempre legata alla Volontà di Potere che cerca di primeggiare e di imporsi sugli altri e questo spiega la politica ordinaria che si vuole fare a Guardia e non solo.
Esiste, però, anche un altro modo di fare politica, quella cui noi aspiriamo. Una nuova concezione che sostituisca il punto di vista soggettivo, ossia quello della personalità, con uno che vada oltre questa e che cerchi di inquadrare un’unità più grande di quella osservata dal singolo individuo, perennemente critico e separativo. Ma, per fare questo, dobbiamo riappropriarci dell’idea o del concetto di etica, ricucendolo nell’interiorità di ognuno. L'etica intesa, non di certo come elemento di distinzione tra quali siano i comportamenti umani corretti o sbagliati, ma come ricerca che consenta all'individuo di gestire adeguatamente la propria libertà nel rispetto degli altri
In questo senso essa pone una cornice di riferimento, dei canoni e dei confini entro cui la libertà umana si può estendere ed esprimere senza comprimere quella degli altri.
Ma questo è un altro capitolo e lungi da noi una divagazione su concetti filosofici che non potrebbero essere capiti in questo attuale sistema dove il personale e l’interesse privato pesano, come un macigno, sopra la cosa pubblica e tale da renderla agonizzante o meglio praticamente inesistente.
Volendo concludere è opportuno fare chiarezza rispetto alla notizia apparsa, sul Mattino dei giorni scorsi, circa la chiusura del seggio elettorale dalle ore 14 alle ore 16.
A tal fine si precisa che:
- l’orario era stato comunicato sia alla sede provinciale del PD che alla popolazione locale con affissione di manifesti;
- il seggio era stato allestito in un locale commerciale, adibito alla vendita di prodotti biologici. In conseguenza del fatto che nello stesso vi era materiale che non poteva essere lasciato incustodito si era raggiunto l’accordo, con il proprietario, di tenerlo chiuso in quel breve lasso di tempo in lo stesso non poteva essere presente in loco;
- rispetto alle ironiche frasi e considerazioni espresse dal giornalista del mattino - una tra tutte:“chiusura per pranzo…etc”. - rispondiamo che a Guardia gli iscritti al PD fanno la politica ancora per passione e senza alcuna controprestazione economica quindi si utilizzano, in ogni manifestazione, compresa quella elettorale, forme di volontariato personale senza fini di lucro…e su questo ci permettiamo di mettere un punto evitando di andare oltre.



Circolo PD dei Democratici Guardiesi

UNA RIFLESSIONE PERSONALE...


Carissimo Paolo, ti sono vicina in questo momento di profondo ed accorato scoforto. Ogni parola o frase detta, in momenti come questi, non possono far altro che acuire una latenza di sofferenza che, mai come oggi, anche io avverto e percepisco come devastante.
Avevo sperato che qualcuno guardasse più a fondo del solito opportunismo e avesse finalmente deciso di voltare pagina.
Evidentemente i fatti mi hanno dato torto, mi sono sbagliata ma accetto la sconfitta e rammento a me stessa che anche di queste pagine è fatta una democrazia…non sempre belle o condivisibili..ma pur sempre una democrazia legittima sotto ogni profilo (così come il risultato elettorale che ne è conseguito).

“Non sempre si può vincere…” è la frase che, ora come ora, continua a riecheggiare nella mia mente.

A questo punto penso che perdere, in maniera dignitosa, oltrechè senza aver conteso le speranze della gente – quasi come in una fiera degli orrori – forse è il risultato migliore da dover accettare....ed ancora...perdere sapendo di aver giocato pulito è molto meglio di una vittoria qualunque….

Quindi..caro Paolo…non ti abbattere…ma pensa e pensa sempre…non lasciare mai spazio all’ignoto del non essere…erigi barriere di solida cultura e profonda conoscenza contro la ipocrisia dell’ignoranza e capirai che...: FORSE E’ STATO MEGLIO COSI'.

Con affetto e stima

Emanuela Sica

LETTERA APERTA ALL'IRPINIA


Riportiamo e pubblichiamo questa lettera aperta all'IRPINIA di PAOLO SAGGESE

"C’è una terra senza futuro, e questa terra è l’Irpinia. Ne ho le prove, ho colto queste prove nel corso del mese di maggio e poi di giugno, le ho raccolte copiose in questi giorni. Ho visto una terra sopita, abulica, assente, senza passione civile, morale, ideale, senza prospettive di futuro. Del resto, questa è l’Italia. Mi sono illuso pensando di sbagliarmi, ma più tentavo di convincermene più mi rendevo conto che questa è una terra senza futuro. È una terra senza futuro, perché non è capace di coltivare sogni, perché non è capace di guardare il mondo con occhi diversi da quelli che ha sempre avuto. Prendiamo le appena trascorse elezioni provinciali. Avete visto voi un po’ di società civile, che abbia partecipato alla campagna elettorale? Avete visto per caso i cosiddetti intellettuali, che abbiano partecipato con uno straccio di idea alla competizione? E dove erano i giovani, che dovrebbero essere il nostro futuro? Tutto si è svolto nella più completa indifferenza, preferendo scegliere la strada del disimpegno, dell’attesa, piuttosto che quella dell’azione, oppure la strada del compromesso, dell’interesse personale, del tanto peggio tanto meglio, del tipo “sono tutti uguali”, e così via. Ne resto profondamente deluso, perché da qui ho la conferma che i cosiddetti intellettuali d’Irpinia, i tanti giovani d’Irpinia non sono migliori dei tanti giovani egoisti ed egocentrici che popolano l’Italia, e così gli intellettuali non sono meno egoisti ed egocentrici dei tanti che popolano questa penisola, che ha perso ogni parvenza del suo antico e glorioso blasone culturale. Ho avuto conferma che anche gli Irpini non sono migliori dei tanti italiani edonisti e qualunquisti che votano la Lega ed esaltano Mussolini. E mi sono chiesto: dove è finita la società civile, quella stessa che si è battuta per gli ospedali o per il Formicoso? Si è tutta completamente volatilizzata dietro le note di Vinicio Capossela … Allora, se la protesta diviene spettacolo, raccoglie le folle, se la battaglia diviene civile, e significa creare un argine in difesa di queste colline, tutti si dileguano nel disfattismo. Anche quegli intellettuali fanno spesso una battaglia esclusivamente egocentrica e di retroguardia, si ritirano in loro stessi, realizzano qualche placebo per auto incensarsi, creano uno scenario e un pubblico di piccoli fan e attendono l’applauso, sono come quegli scrittori romani della decadenza che dai giochi di suoni e colori traggono vanto di grande letteratura e invece la loro era lenta ed irreversibile decadenza. È vero, sono rimasto sconcertato da tanta disillusione, di tanto disamore, di tanta assenza di forza ideale. Ancora di più sconcertato per il bassissimo livello dei candidati al Consiglio provinciale, molti dei quali incapaci persino di formulare in pubblico proposte credibili e che avessero un minimo di coerenza ideale e di propositiva, campioni di un trasformismo, che li ha visti passare da destra a sinistra in tutte le passate elezioni, uomini per ogni stagione. Perciò, ho concluso che l’Irpinia sia rimasta quella dei galantuomini, e che gli Irpini siano ancora quelli che votano il medico di famiglia, perché medico, oppure il capetto di fazione perché taglieggia e ricatta. Quando l’irpino vota, vota sulla base di capricci del momento, sulla base di convenienze minuscole, sulla base di qualche interesse, sulla base di nulla che abbia a che fare con il bene comune. Nessuno ti chiede, infatti, quali idee hai, quali ragioni vuoi far prevalere, quale battaglia ideale stai portando avanti e perché, nessuno ti chiede la tua storia. E allora, ritengo che questa terra non abbia futuro, perché non ha futuro quella terra che sia incapace di scegliere i propri rappresentanti, o che li scelga sulla base di fattori che non hanno nulla a che vedere con il bene comune. È questo il trionfo dell’antipolitica oppure il trionfo della politica piccola piccola, cui siamo stati tutti abituati. Qualcuno potrà obiettare che gli Irpini hanno sempre votato in questo modo. Non si tratterebbe tuttavia di un’obiezione, ma semplicemente dell’amara conferma dell’impossibilità per l’Irpinia di un futuro diverso. Abbiamo ancora troppa strada da fare verso una piena democrazia, e se il 5 giugno questa strada era lunga da percorrere, oggi lo è ancora di più. E il problema è che questa strada nessuno vuole intraprenderla: va bene così, per l’Irpinia. Del resto, questi sono i politici che ha eletto, e significa che sono questi i politici che merita, perché in questi si rispecchia e questi ha scelto. Insomma, anche in questa amara constatazione si può trovare conferma al fatto che l’Irpinia non abbia futuro. Si può trovare conferma a questo perché l’Irpinia ha premiato chi vuole costruire la megadiscarica del Formicoso, chi vuole smantellare la scuola pubblica, chi vuole dirci di andare via di qua, di fuggire perché appunto questa è la terra senza futuro. Ci sentiamo come scrive Ungaretti in una sua famosa poesia, ovvero come naufraghi alla fine di un viaggio, che sanno di dover riprendere il viaggio. Ebbene, il viaggio dovremo riprenderlo, ma, almeno nel mio caso, io lo riprenderò per altre direzioni, per altre mete, perché non ho più voglia di prendere viaggi per una terra senza futuro."

L'impegno di Paolo Saggese

Paolo Saggese è stato un ferreo oppositore della discarica sul Formicoso.
In ogni suo intervento, scritto o pensiero verbale, ha sempre formalizzato, in maniera chiara e decisa, la sua incomprensione rispetto ad un progetto per l'IRPINIA che definire VERGOGNOSO è semplicemente un eufemismo.


Di seguito riportiamo l'estratto di un suo intervento in merito alla questione:
"Sappiamo, in modo ufficioso, che il Formicoso sarebbe idoneo ad “ospitare” una megadiscarica. Dunque, sappiamo che il Formicoso, uno stupendo altipiano dominato dall’acqua, dal grano, dal vento, dalla natura, sia idoneo ad essere deturpato dall’uomo. Purtroppo, di questa “idoneità” del Formicoso eravamo tutti a conoscenza: sappiamo quanto l’uomo sia abile a rendere brutto ciò che è Bello, a svilire ogni cosa, a farle perdere valore, armonia, a sporcare tutto ciò che la Natura, che Dio ci ha affidato e che noi tutti non siamo in grado di preservare. Intanto, l’Alta Irpinia muore, muore perché perde continuamente abitanti – lo ha ricordato con la solita attenzione e acutezza il Sindaco di Lioni Rodolfo Salzarulo: in poco più di cinque anni più di duemila residenti in meno, ovvero l’equivalente della popolazione di un paese come tanti della nostra Irpinia."


Per leggere l'articolo integrale clicca sul titolo del POST oppure collegati al LINK della Comunità Provvisoria http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2009/02/01/il-formicoso-e-il-destino-dell%e2%80%99alta-irpinia/


IMPUNITO



Di seguito riportiamo un articolo di Massimo Giannini apparso su REPUBBLICA.IT, per comprendere LO STRANO CASO DEL CAVALIER BERLUSCA...al limite della legalità...anzi proprio FUORI......
"Come il morto che afferra il vivo, il fantasma della giustizia trascina ancora una volta Silvio Berlusconi nell'abisso. La pubblicazione delle motivazioni della sentenza di condanna dell'avvocato Mills, nel processo per corruzione in atti giudiziari che vede implicato anche il presidente del Consiglio, sarebbe il "de profundis" per qualunque uomo politico, in qualunque paese normale. Non così in Italia. Questo è un Paese dove un'osservazione così banale diventa paradossalmente impronunciabile in Transatlantico o sui media (persino per l'afona opposizione di centrosinistra) pena la squalifica nei gironi infernali dell'"antiberlusconismo" o del "giustizialismo".
Per leggere l'articolo integrale collegati al sito di Repubblica cliccando sul seguente link:
http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/politica/mills-condannato/commento-max-giannini/commento-max-giannini.html

CANDIDATA ALLA PRESIDENZA DELLA PROVINCIA


ALBERTA DE SIMONE

Candidata del Partito Democratico
alla
Presidenza della Provincia di Avellino
ELEZIONI 6-7 GIUGNO 2009
Una Donna dal Carattere Indomabile e Vincente
La nostra speranza per il FUTURO
Contro la logica del POTERE AD OGNI COSTO
L'IRPINIA HA VERAMENTE BISOGNO DI UNA DONNA COME LEI
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Alcune informazioni su chi è ALBERTA DE SIMONE - tratte da Wilkipedia: Nasce a Montella, 8 maggio 1948, è una politica italiana, presidente della Provincia di Avellino.
Laureata in
lettere, docente di scuola media superiore, aderisce ai Democratici di Sinistra, di cui è stata deputata alla Camera nella XII, XIII e XIV Legislatura. È stata eletta Presidente della Provincia nel turno elettorale del 2004 (elezioni del 12 e 13 giugno), raccogliendo il 68,1% dei voti in rappresentanza di una coalizione di centrosinistra...."

IL CANDIDATO

PAOLO SAGGESE

ELEZIONI PROVINCIALI DEL 6 E 7 GIUGNO 2009

I Democratici Guardiesi appoggiano la candidatura di Paolo Saggese alla Provincia di Avellino.


Un volto nuovo, pulito, di sicura formazione sia professionale che culturale e di grande impegno civico. Un intellettuale impegnato nel sociale, che conosce ed ama il nostro territorio, che è vicino ai problemi della gente. Uno di noi ...con una marcia in più....

Alcune informazioni sul dott. PAOLO SAGGESE

Data di Nascita: 02/12/1967 Luogo: Torella dei Lombardi
Fa parte del Consiglio Comunale di Torella dei Lombardi /Assessore eletto il 13/06/2004 (nomina: 03/07/2004) - Partito: PD
Professore di Scuola Secondaria Superiore e Assimilati
Titolo di Studio: Laurea


Per saperne di più e leggere alcuni scritti di Paolo Saggese collegatevi col sito della COMUNITA' PROVVISORIA : http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/category/paolo-saggese/

"Abbiamo creato tutti Professori..."

Guardate questo Documentario della RAI girato nel 1972 in Irpinia - sapientemente rielaborato da “sdrummelo”.
Viene intervistato un signorotto Frigentino, Don Pelosi, sulla condizione dei contadini a Frigento (AV).
Sentite un pò cosa ha da dire.........Noi "TRASECOLIAMO!!"

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